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Il Castello Malaspina a Bosa

Il castello Malaspina a Bosa

Molti lo conoscono anche come il Castello di Serravalle, dal nome del colle che sovrasta la cittadina 

In cima al colle di Serravalle, il Castello dei Malaspina sta a guardia dell’incantevole città di Bosa dal 1112.

Oggi, rimangono solo le mura possenti e le torri dell’impianto originario, ma un eccezionale panorama che si affaccia sul fiume Temo e la bellezza del patrimonio artistico conservato all’interno fanno sì che sia uno dei castelli più suggestivi della Sardegna.

panorama dal Castello Malaspina a Bosa

                 Il fiume Temo visto dal Castello Malaspina                                                       Photo Credit: Fabio Brundu

 

Bosa è attualmente secondo in classifica tra i borghi più belli d’Italia, anche per la presenza della Cappella Palatina e la Chiesa di Sos Regnos Altos con i suoi affreschi trecenteschi.

Il Castello Malaspina ebbe diversi proprietari: la sua posizione strategica, (come del resto quella di tutti i castelli della Sardegna) favorì il suo passaggio dai Turritani, ai Malaspina, agli Arborea e infine agli Aragonesi. 

Il suo declino inziò solo intorno al 1500, quando il centro abitato di Alghero divenne sempre più importante grazie alla presenza catalana.

 

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Chi erano i Malaspina?

I Malaspina dello Spino Secco, per tutti semplicemente “Malaspina” era una famiglia toscana, arrivata in Sardegna nell’XI secolo.

La famiglia Malaspina discende dagli Obertenghi, il cui capostipite Oberto I fu Conte Palatino nel X secolo.

Dagli Oberthenghi nacquero diverse casate: i Pallavicini, gli Este, gli Hanovre, i Parodi e i Malaspina.

La casata Malaspina si suddivise, in seguito, tra Malaspina dello Spino Secco e Malaspina dello Spino Fiorito.

Il Castello Malaspina e la leggenda del tunnel sotterraneo

Al Castello di Bosa giunse il Marchese Malaspina dello Spino Secco: violento e crudele, era temuto in egual misura da popolani e familiari.

Il carattere collerico e la gelosia del Marchese Malaspina (e pare, anche dei suoi antenati) alimentava la fantasia degli abitanti di Bosa tanto da far nascere leggende sulla stessa struttura del castello.

Una leggenda narra che il Marchese, per evitare che la sua giovane moglie  si mostrasse ai cittadini durante il tragitto fino alla Chiesa, avesse fatto costruire un passaggio segreto sotto il castello che sbucava proprio sotto la cattedrale.

In realtà, finora non esiste alcun tunnel sotterraneo che collega il castello alla città e restano ad oggi solo tante storie macabre a far da cornice alla famiglia Malaspina.

Come quella del taglio delle dita di entrambe le mani alla moglie, la Marchesa Malaspina, per un attacco violento di gelosia.

Credendo di essere stato tradito, si dice che le avesse tagliato di netto le dita per poi conservarle in un fazzoletto che portava sempre con sè. 

Quando la popolazione seppe del gesto sanguinoso si indignò a tal punto  che il Marchese venne messo agli arresti. 

Tre motivi per andare a Bosa

Al di là delle leggende e delle storie macabre, il castello Malaspina a Bosa merita una visita in ogni periodo dell’anno.

E’ possibile visitare il castello, la Chiesa e la Cappella Palatina pagando un unico biglietto. Sono disponibili visite guidate in italiano, inglese, russo, spagnolo, francese e tedesco su prenotazione.

Oltre alla bellezza architettonica, Bosa conquista turisti e semplici visitatori occasionali con un cucina deliziosa (è famosa per l’aragosta), la malvasia, il Temo (l’unico fiume navigabile in Sardegna),  le feste del carnevale e la celebrazioni della Pasqua.

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La foto di copertina è di Gianni Careddu CC BY-SA 3.0